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ToggleWewe ciao a tutti raga 😉
Come promesso, con la recensione di oggi torniamo a parlare di Phanteks e nella fattispecie del case in cui ho travasato la mia build e testato il Phanteks Glacier One 360M25G2, ovvero il tanto amato e usato Phanteks XT Pro Ultra.
INTRODUZIONE E POSIZIONAMENTO DI MERCATO
Ma parliamo un attimo del brand, dato che alcuni in passato chiedevano addirittura cosa fosse Phanteks!
In brevissimo, parliamo di un marchio olandese fondato nel 2007 specializzato in case, dissipatori e ventole, rinomato tra i PC Builder per l’eccellente qualità costruttiva, il design e le performance termiche, nonché per il rapporto prezzo/prestazioni di alcune sue linee di prodotti, come vedremo anche durante questa review.
Presentazione del prodotto
Oggi parliamo dell’XT Pro Ultra. Questo case, un mid tower ATX, è il fiore all’occhiello della serie di case XT di Phanteks, una linea di case progettati per offrire un ottimo rapporto qualità/prezzo, spazio generoso per l’installazione di hardware moderno e grandi capacità di raffreddamento.
Alla lineup, recentemente, si sono anche aggiunti i più piccoli M3 e V3, che vanno a coprire il segmento micro atx della stessa linea, ma che oggi non tratteremo
All’interno della lineup, l’XT Pro Ultra, disponibile in colorazione Nera e Bianca, è il più completo del pacchetto. Abbiamo non solo 4 ventole d-rgb/argb da 140mm incluse di fabbrica, modello M25-140 D-RGB, ma anche compatibilità con schede madri di tipo btf/backconnect (msi project zero, asus btf e gigabyte project stealth), con gli header rivolti verso la loro parte posteriore. Inoltre, al suo interno abbiamo anche la possibilità di montare radiatori per dissipatori a liquido, nella parte superiore, fino ad un max di 360mm e di montare fino a 10 ventole da 120mm o 6 da 140mm e 3 da 120mm in totale!
La parte I/O superiore è dotata di ingresso usb-a 3.0, ingresso usb-c 3.2 gen 2 e jack audio combo da 3.5mm, oltre al tasto reset e accensione.
Lato storage, invece, possiamo installarvi all’interno o 5 unità sata da 2.5” + 1 unità da 3.5”, o 3 unità sata da 2.5″ + 2 unità da 3.5″.
Completa la dotazione un pannello frontale meshato molto ordinato ed elegante, insieme ad un pannello laterale in vetro temperato che copre tutta la facciata (con possibilità di ancorarlo con una vite posteriore, ndr), filtri antipolvere a slitta nella parte inferiore, sotto il psu, e magnetico, nella parte superiore.
Molto graditi, inoltre un buono spazio posteriore per un adeguato cable management e dei piedini generosamente alti, che permettono di convogliare aria in maniera adeguata anche dalla parte inferiore del case (cosa buona anche in ottica pulizie!).
Target e Prezzo
Questo pacchetto, che sembra far parte di un segmento di fascia alta, quasi premium, in realtà viene offerto ad un prezzo che trovo davvero basso.
Alla data di oggi è possibile acquistarlo su Amazon Italia, in vendita ufficiale dal brand, a 69.90€ in offerta, quando normalmente è acquistabile solitamente intorno ai 74.90€ (infatti la media di Keepa parla di circa 72€).
Questo permette di poterlo usare anche in build low budget, ma si presta molto bene anche per build a medio e alto budget, senza essere da meno rispetto a modelli più blasonati, anzi.
Infatti, trovo davvero difficile chiedere di più ad un case che propone molto a così poco, facendolo con stile e concretezza. Ma adesso scendiamo più nel dettaglio per tesserne lodi e difetti.
UNBOXING E PRIME IMPRESSIONI
Contenuto della confezione
La scatola si presenta bene, non estremante voluminosa, con un adeguato livello di imballaggio interno. Troviamo il case all’interno della sua busta antistatica e, a sua volta, al suo interno una comoda scatolina di cartone con manuale e accessori per l’installazione della propria build, come anche delle classiche fascette monouso.
Estetica, Materiali e Interni
La sensazione iniziale è di concretezza, cosa che apparirà trasversale a tutti gli aspetti di questo prodotto da ora in avanti.
Non solo ho trovato molto buono al tatto la sensazione della texture superficiale del prodotto, fatto in acciaio, ma anche molto sensata la mesh frontale, con una buona densità di fori e senza tanti fronzoli. Primo impatto, quindi, buono.
Internamente ho trovato i fori passacavi posizionati in maniera intelligente. Unico neo, la mancanza di separatori in gomma per nascondere la parte posteriore ai fori, ma il segmento di mercato del case è quello che è; quindi, si tratta di un compromesso che il brand mette in atto per contenere i costi finali. Li avrei apprezzati, ma non la trovo essere una feature vitale.
Comodo, inoltre, il fatto che, rimuovendo il pannello laterale, la parte inferiore del case sotto il psu shroud sia accessibile, cosa che permette un aiuto in più in fase di cable management, imho.
Il pannello frontale si rimuove facilmente, ma il filtro antipolvere è incastonato nel pannello con delle viti. Non è comoda come cosa sotto il punto di vista delle pulizie profonde; quindi, stiamo davanti ad un secondo compromesso.
Compromesso che non viene lasciato solo, dato che, inoltre, non abbiamo una griglia rimovibile per l’installazione delle ventole frontali, che invece fa parte direttamente dello chassis (con fori per l’installazione sia di ventole da 140mm che 120mm).
Manca anche un supporto per gpu incluso di fabbrica.
I cavi, invece, sono adeguatamente lunghi, mentre le ventole sono già cablate in daisy chain di fabbrica lato alimentazione con un connettore pwm 4pin in uscita dai gruppi. Sul lato della connessione argb in uscita, viene offerta sia il classico connettore argb 5v 3pin classico che quello proprietario phanteks d-rgb a 3pin.
Insomma, una dotazione, nonostante qualche compromesso per sua natura, di tutto rispetto per un case di 70 euro.
SPECIFICHE TECNICHE E COMPATIBILITÀ
Le specifiche complete le possiamo trovare sul sito produttore e parlano di un case con ottime compatibilità.
Sui dissipatori ad aria, può accogliere modelli alti fino ad un max di 184mm, il che copre la quasi totalità del parco prodotti in commercio.
Sulle gpu, invece, supporta schede lunghe max 415mm, con un’altezza max sempre di 184mm.
Gli alimentatori supportati possono essere lunghi fino ad un max di 270mm, mentre supporta radiatori, sulla parte superiore, grandi fino ad un max 415 x 138 x 60 mm (quindi radiatori per AiO da 360mm), e sulla parte frontale fino a radiatori per AiO da 240mm.
Possiamo quindi dire che non ci sono particolari problematiche, dato che le specifiche dei radiatori da 360mm includono anche le dimensioni di prodotti voluminosi come l’Arctic Liquid Freezer III Pro 360.
ANALISI DELL’INTERNO E CABLE MANAGEMENT
Layout interno e Airflow
Sinceramente non ho nulla da dire riguardo gli spazi interni. C’è ampio spazio di manovra per un assemblaggio facilitato, e lo spazio aperto sotto la copertura dell’alimentatore, come indicato in precedenza, aiuta nelle fasi di gestione dei cavi. Di facile accesso la parte degli header superiori della mobo grazie ad una adeguata altezza interna a disposizione.
Sull’airflow la situazione è analoga. Le 4 ventole in dotazione, le M25-140 D-RGB, hanno un airflow max di 104.62CFM @ 1800rpm. Un buon valore assoluto ma magari non propriamente silenziose, però la quantità di aria spostata è sufficiente per un airflow normale e adeguato ad una miriade di build. Senza infamia e senza lode, ma fanno quello che devono fare.
Spazio posteriore e predisposizione cavi
Lo spazio sul retro della mobo è di poco più di 2cm, il che lo trovo adeguato per un cable management fatto bene.
Unici nei, invece, sono stati rappresentati dai punti di ancoraggio per le fascette e le asole passacavo.
Le prime adeguatissime a farci passare delle classiche fascette (che personalmente odio, ndr), ma non a farci passare delle straps, molto più professionali e ordinate, imho. Sarebbe bastato qualche millimetro in più di lunghezza delle stesse e il problema si sarebbe risolto. Quindi, tenete a mente questa cosa quando opererete sul retro dell’XT Pro Ultra.
Le seconde, invece, come già indicato inizialmente, non hanno gli inserti in gomma, quindi donano un’impressione di minor qualità, nonché di mancanza di copertura della parte posteriore del case. Nulla di trascendentale, ma è un dato da riportare
Menzione a parte per i cavi di fabbrica già messi in daisy chain (buono), ma ancorati appunto con delle fascette monouso (male), che ovviamente ho dovuto rimuovere per installare adeguatamente la build.
ESPERIENZA DI ASSEMBLAGGIO (IL “TRAVASO”)
Ma cosa ci abbiamo messo in questo XT Pro Ultra? Nientedimeno che, la mia build personale, la NandoStation, che saluta il buon vecchio DeepCool CH560 per essere accolto nel prodotto di Phanteks.
L’installazione è stata facile grazie agli spazi adeguatissimi descritti nel paragrafo precedente. La parte più rognosa è stata infatti quella di adattare gli straps ai punti di ancoraggio del retro del case, che ho dovuto fare con l’ausilio di un, badate bene, taglierino, per evitare che andassero a finire sulla parte anteriore del case, quindi sotto la mobo!
Non la cosa più bella del mondo, ma con delle fascette classiche non ci sarebbe stato questo problema; quindi, se volete usarle, non incapperete in questa piccola noia.
Tranquilla anche l’installazione dell’AiO recensito settimana scorsa, il Glacier One 360M25G2. Anche in questo caso è stato necessario disinstallare temporaneamente la ventola posteriore messa in estrazione d’aria, altrimenti non ci sarebbe stato abbastanza giogo per posizionare il radiatore in alto.
Di facile accesso, invece, tutta la parte superiore degli header della mobo, permessa grazie al generoso spazio in altezza offerto dal case. Idem per lo spazio sulla parte posteriore, dove è stato possibile effettuare un buon cable management.
Infine, sull’aspetto ARGB non ho trovato alcun problema nel far funzionare i led delle ventole con tutti i software già testati in precedenza, come SignalRGB e OpenRGB, così come anche Gigabyte Control Center usato nel mio caso (ha preso al volo le stesse impostazioni che avevo salvato per il mio vecchio DeepCool CH560!).
PRESTAZIONI TERMICHE E ACUSTICHE
I test termici e le performance acustiche sono stati già analizzati nella review del Phanteks Glacier One 360M25G2, che possiamo prendere come riferimento qui, dove trovare anche la metodologia e il setup test utilizzati.
| Potenza Min [W] | Potenza Med [W] | Potenza Max [W] |
|---|---|---|
| 27 | 93 | 98 |
| Temp Min [°C] | Temp Med [°C] | Temp Max [°C] |
| 44 | 78 | 83 |
Come possiamo vedere, la CPU viaggia sugli 83°C di picco su un test di 30min di CineBench 2026, valore buono per un chip Zen4 @ 105W con Arctic MX6 e un deltaT di max 52°C, segno del fatto che sia dissipatore, che ventole di sistema, funzionano bene in questo contesto.
La GPU, invece, una Sapphire Pulse RX 6700 XT 12GB, quindi un modello biventola, leggermente undervoltata a 1190mV, all’interno dell’XT Pro Ultra ottiene questi risultati che reputo altrettanto buoni per una scheda del 2021 che non ha ancora ricevuto un cambio di pasta termica.
| Temp Min GPU °C | Temp Med GPU °C | Temp Max GPU °C |
|---|---|---|
| 38 | 57 | 61 |
| Temp Min Hotspot GPU °C | Temp Med Hotspot GPU °C | Temp Max Hotspot GPU °C |
| 43 | 78 | 86 |
RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO E CONSIDERAZIONI FINALI
Ed eccoci al momento di tirare qualche somma 👇
Pro:
- Rapporto qualità/prezzo invidiabile
- 4 ventole da 140mm argb integrate di fabbrica e già messe in daisy chain
- Ampia compatibilità hardware anche con build btf/backconnect
- Buone performance termiche e airflow
- I/O frontale accettabile e moderno grazie alla presenza di una porta USB-C 3.2 Gen 2
- Facilità di assemblaggio grazie a spazi interni generosi
- Comodo filtro antipolvere a slitta sulla parte inferiore
Contro:
- Filtro antipolvere frontale scomodo perché incastonato nel suo pannello con delle viti
- Punti di ancoraggio posteriori per le fascette stretti e mancanza di separatori di gomma nelle asole passacavi
- Nessuna griglia rimovibile frontale o superiore per l’installazione delle ventole e dei radiatori
- Nessun supporto per GPU incluso di fabbrica
Vale la pena acquistarlo? Secondo me sì, decisamente, anche perché a questo price point di 69.90€ difficilmente troviamo competitor con le stesse caratteristiche, se non alcuni modelli similari, come i Cougar Uniface o Duoface Pro, ad esempio, o, appena sopra, il Montech Air 903 Max che, però, non ha la quarta ventola argb inclusa, a differenza dell’XT Pro Ultra.
Riesce quindi a dominare in maniera abbastanza incontrastata questa fascia di prezzo, grazie a compromessi che riusciamo tranquillamente a farci andare giù dato il costo finale da affrontare per portarcelo a casa.
Infatti, siamo letteralmente davanti ad un vero best buy di categoria, che si presta sia a build low budget che a configurazioni di fascia alta, dato che non saremo costretti a fare rinunce particolari né sulla compabilità hardware, né sull’airflow.
Un prodotto che soddisfa a tutto tondo e che, come già più volte segnalato sul nostro subreddit, consiglio caldamente nel caso in cui vogliamo semplicemente un buon case argb completo di tutte le feature essenziali ma che strizza comunque l’occhio all’estetica, dato che lo reputo anche bello da vedere.
E con questo è tutto ragazzi. Parliamone nei commenti!
Spero anche quest’altro deep dive vi sia piaciuto.
Se ci sono errori particolari, fatemi sapere, così come magari consigli sull’introduzione di altri elementi nelle prossime review. Anche qui, ditemi anche se sono ok i grafici e come li migliorereste eventualmente.
Ci vediamo alla prossima con altri prodotti 😊
LLAP 🖖

























