Recensione Phanteks Glacier One 360M25G2

Oggi torniamo a recensire un altro dissipatore. Stavolta parliamo del Phanteks Glacier One 360M25G2.

Phanteks qui la conosciamo benissimo. Nel settore è un nome affermatissimo e molto rispettato, e nel tempo è sempre stata in grado di rilasciare sul mercato ottimi prodotti in tutte le fasce. Quindi bando alle ciance e mettiamolo sotto i ferri insieme al mio 7600x, che ultimamente cambia più dissipatori lui che un appassionato di modding profili RGB su un PC nuovo 🙂

Introduzione e Unboxing

Posizionamento di mercato

Col Glacier One 360M25G2 parliamo di un AiO con radiatore da 360mm, un prodotto di fascia medio/alta che va a scontrarsi direttamente con competitor del calibro di Arctic, Cooler Master, ID Cooling, Enermax ed MSI dello stesso segmento, quindi con prodotti come il Liquid Freezer III Pro e le varie soluzioni FX360 e LIQMAXFLO, per intenderci.

Phanteks lo propone in colorazione nera, quella testata in questa recensione, e in colorazione bianca, per renderlo appetibile a più risultati estetici finali.

Unboxing e Contenuto della confezione

Nella confezione troviamo il corpo dissipante con la pompa e le ventole separate dal blocco, quindi non preinstallate.

Il radiatore di questo Glacier One è da 360mm ed ospita 3 ventole da 120mm nere ARGB, modello M25G2-120 D-RGB, dotate di connettori proprietari Linq 6, e tutti gli splitter del caso per poter collegare adeguatamente il dissipatore alla build in maniera universale. Infatti, in questo modello abbiamo i cavi con i connettori Linq 6 inclusi a quelli con connettori universali 3pin, 4pin e argb, insieme al connettore d-rgb proprietario Phanteks.

Le ventole, inoltre, sono dotate di effetto Infinity Mirror, un dettaglio apprezzato.

Troviamo inoltre le confezioni di viti annesse e i sistemi di ritenzione e installazione ai socket più recenti. Molto comodo lo sgancio rapido del sistema ritenzione, a slitta.

Prime impressioni e Qualità costruttiva

Sia radiatore, che pompa e tubi danno una sensazione iniziale di buona solidità.

Il corpo dissipante è di buona fattura, così come ho apprezzato il fatto che le ventole erano quantomeno già collegate fra loro sia strutturalmente che a livello di connettori; quindi, i punti in meno tolti dal fatto che non fossero già connesse al radiatore si vanno un pelo a bilanciare.

Molto interessante, invece, il fatto che in questo dissipatore ci sia la ventola per i VRM integrata nel waterblock, in linea con le soluzioni di punta di questa fascia di mercato. È un dettaglio che ho particolarmente apprezzato, perché penso che anche quella zona del socket, al di là della dissipazione passiva di fabbrica dei produttori, abbia bisogno di cure, e la ventolina aiuta in un contesto di longevità della build insieme all’airflow di base generato dalla ventole del case.

In ogni caso non ci sono criticità particolari da segnalare, dato che anche in questo caso abbiamo tubi di buona qualità e una zona di contatto del waterblock con l’heatspreader della cpu in rame, quindi un buon lavoro generale da parte di Phanteks.

Specifiche Tecniche e Compatibilità

Partiamo adesso con le specifiche tecniche:

ModelloPH-GO360M25G2_DBK02
EAN886523703242
MaterialiAlluminio | Plastica ABS | Rame
ColoriNero e Bianco
CompatibilitàLGA 115x, 1200, 1700, 10851, AM4, AM5
Dimensione Radiatore397 x 120 x 27 mm
Dimensione Pompa85.5 x 80.9 x 69.17 mm
Velocità Massima Pompa3100rpm ± 10%
Alimentazione Pompa12V | 0.28A – 0.45A | 3.36W – 3.96W
Cavo Pompa400 + 10mm
Rumorosità Pompa20 dBA
Materiale PompaRame e Plastica ABS
Connettore D-RGB PompaLinq6 + ARGB 5V tramite cavo adattatore
Lunghezza Cavo D-RGB470 + 105 ± 10 mm
Lunghezza Tubi400mm
Diametro Tubi10.5mm
Clip Tubi3
Materiali TubiGomma CIIR + Maglie Intrecciate
Modello VentoleM25G2-120 D-RGB
Dimensioni Ventole120 x 120 x 30 mm
Velocità Ventole350 – 2000 ± 10% RPM
Airflow Ventole72.72cfm
Pressione Statica Ventole2.51 mm H2O
Rumorosità Ventole35.13 dBA
Aspettativa di vita delle Ventole150.000 ore
Connettore VentoleLinq6
Lunghezza Cavi Ventole120mm; supporto daisy-chain su Linq6
Peso Netto2.95Kg
Garanzia5 anni

 

Dotazione tipica, ma notiamo come il sistema presenti elementi proprietari, come i connettori e i cavi Linq 6, già menzionati precedentemente.

Sistema di Montaggio (Installazione)

L’installazione del radiatore è stata standard. Non è stata facilitata come capita spesso in alti prodotti dato che le ventole erano separate dal radiatore, ma nulla al di fuori dall’ordinario. Il sistema di ritenzione del Glacier è andato poi a sostituire quello di base del socket AM5 della mia build, con delle viti con estensione filettata che hanno assunto la funzione di base per l’installazione del waterblock e delle sue viti proprietarie. Waterblock che ha anche una particolarità, con un semplice sistema a slitta che permette di sostituire la staffa di ritenzione per il proprio socket. Molto comodo.

Per l’occasione, la mia build è stata letteralmente travasata in un nuovo case, il Phanteks XT Pro Ultra, che analizzeremo nel prossimo post recensione settimana prossima, quindi stay tuned.

Così come nella recensione dell’A13, anche qui l’installazione del radiatore è stata possibile solo dopo aver rimosso temporaneamente la ventola posteriore posta in estrazione d’aria, altrimenti non ci sarebbe stato abbastanza giogo.

In sintesi, il Phanteks XT Pro Ultra e il Phanteks Glacier 360 M25G2 sono ovviamente compatibili. L’altezza di quel case ha inoltre permesso anche un accesso facilitato agli header per pompa e ventole posti nella parte superiore della mobo, facilitando il processo d’installazione del radiatore.

La presenza, però, di cavi e connettori proprietari ha avuto come risultato una presenza più massiccia di cavi in zona socket, opportunamente riversati, per quanto possibile, nella parte posteriore della base di appoggio della mobo all’interno del case.

Infatti, per collegare il tutto alla mia mobo, è stato necessario collegare in cascata i connettori Linq 6 in uscita da waterblock e blocco ventole radiatore ad un connettore universale dotato di uscite standard atx. Tutto funziona a dovere e senza problemi, ma tenete in conto che ci saranno inevitabilmente più cavi nella zona alta della mobo.

Per evitare questo piccolo groviglio, Phanteks mette a disposizione un hub con collegamenti proprietari Linq 6 facente parte del suo ecosistema NexLinq, il NexLinq Hub.

Quindi, installazione non standard ma alla fine regolare, sistema di ritenzione semplice e in men che non si dica il Glacier era installato nella build.

Piattaforma Utilizzata

In questo test ho utilizzato la mia postazione personale che ha queste specifiche:

  • CPU: AMD Ryzen 5 7600X
  • Dissipatore: Deepcool AG500BK ARGB
  • Scheda Madre: Gigabyte B650 GAMING X AX
  • Ram: Corsair Vengeance RGB 32 GB (2 x 16 GB) DDR5-6000 CL30
  • Storage: Western Digital WD_Black SN850X 1TB
  • GPU: Sapphire Pulse AMD Radeon RX 6700XT 12GB
  • Case: Deepcool CH560 sostituito con Phanteks XT Pro Ultra
  • PSU: MSI MPG A850GF

Ne abbiamo già parlato nella scorsa recensione, pertanto anche qui il TDP del 7600x aiuterà a far esprimere meglio l’AiO nei prossimi scenari di test. Anche qui, userò la cpu a stock per replicare uno scenario tipico d’uso.

Metodologia

Andiamo per step. Ho tracciato la telemetria della macchina con HWInfo64 con un polling di 1s, stando attento nella fattispecie a Potenza totale della CPU e Temperatura globale della CPU (calcolato sul Tctl/Tdie, quindi la globale più alta). Inoltre, ho tenuto traccia di dBA, Temperatura Ambientale e deltaT.

Nei test, effettuati con Cinebench 2026 in CPU Multi Thread per 30min, la temperatura della stanza in cui ho effettuato le rilevazioni si è assestata sui 26.2C.

Ho utilizzato inoltre, come pasta termica, l’ottima Arctic MX-6, già utilizzata nel test dell’A13.

Per tenere traccia, invece, dei dBA, non avendo un fonometro dedicato, ho utilizzato il mio smartphone Android, uno Xiaomi 11 Lite 5G NE, con l’app “Decibel X” e il microfono rivolto verso il case, chiuso, a 50cm di distanza, andando a simulare un use case tipico con PC posizionato sulla scrivania.

Il rumore di fondo della stanza si è assestato durante tutto il test a circa 27dBA.

Questa invece è la curva per il profilo di pompa e ventole usata nel test termico:

 

Prestazioni Termiche e Acustiche

Analisi del Rumore (dBA)

Di seguito riporto i valori acquisiti ai vari regimi (25%, 50%, 75%, 100%).

Phanteks Glacier One 360M25G2TambdBARPM Ventola/e CPURPM PompaRPM Ventole SistemaTemperatura CPU IDLETemperatura CPU FULL LOADdeltaT
100%26.248340031001420417447.8
75%26.24327502600116042.575.549.3
50%26.2372150185088043.576.550.3
25%26.23214750540729568.8

Clicca sulla foto, e sulle prossime, per ingrandire 😉

Come possiamo osservare, le temperature quando l’AiO è ad alti regimi sono molto basse, segno del fatto che lavora generalmente molto bene, anche già a 50% di funzionamento di ventole e pompa.

Non possiamo però notare il fatto che si tratta di un’unità abbastanza rumorosa superato quel livello. Infatti, a ¾ di potenza e sui 43dBA, quindi già oltre i 40dBA, diventa fastidioso, anche se il taglio del suono generato non ho reputato urtante, solo alto, ma questo è un dato soggettivo.

Considerate, però, le prestazioni di picco su Zen4 @ 105W, nel caso del Glacier One ci possiamo quindi permettere una curva di regolazione dell’unità più conservativa di quanto ritenuto normale. Serve, quindi, bilanciamento, usando una curva molto morbida, per evitare di usarlo in maniera sconsiderata facendone uscire fuori i difetti e se abbiamo una macchina che non sarà sempre costantemente in load, dato che genererà comunque buoni risultati.

D’altronde, questi sono scenari di test estremi, che difficilmente nell’uso quotidiano, tranne casi sporadici (se giocate, pensate alla compilazione degli shader, ad esempio), riusciremmo a replicare continuamente.

Anche in questo caso vediamo come la pompa si spenga al 25% di funzionamento, quindi creiamo sempre una curva che parta sempre al di sopra di quel limite inferiore per far muovere il liquido nel circuito dell’AiO, altrimenti rischiamo il thermal throttling in load, chiaramente.

Performance Termiche

Potenza Min [W]Potenza Med [W]Potenza Max [W]
279398
Temp Min [°C]Temp Med [°C]Temp Max [°C]
447883

Ed eccoci finalmente alle performance vere e proprie del Glacier One.

Come possiamo vedere, i dati sono ottimi. Abbiamo una potenza espressa che si avvicina di molto al TDP dichiarato di fabbrica del 7600x (98W su 105W), ma anche una temperatura massima che non supera gli 83C, con una media sostenuta nel test di 78C. Niente male per un AiO che gira su Zen4 @ 105W, architettura che tende sempre a spingere le temperature molto in alto per raggiungere i suoi obiettivi di performance.

Anche il deltaT rimane in margini ottimali, non andando mai oltre i 52C di differenza sulla temperatura ambientale nei picchi di calore generato.

In confronto, l’A13 recensito qualche tempo fa ha avuto picchi di 55C di differenza sulla temperatura ambientale nei picchi di calore, andandosi quindi a posizionare sotto il Glacier One appena testato a livello di performance assolute sulle temperature, e ad una differenza di prezzo di soli 15 euro. Un ottimo risultato per Phanteks, imho.

Un deltaT migliore di 3C rispetto all’altro AiO significa che anche in questo caso ci sarà ancora più margine per la gestione di CPU dal TDP e PPT più alti, come quelle del segmento Core i9, Ultra 9 e Ryzen 9. Sarà quindi un ottimo compagno di giochi in caso di overclock in generale anche su segmento Core i7, Ultra 7 e Ryzen 7.

Lato rumorosità, invece, come detto in precedenza, durante lo scenario con Cinebench ha superato facilmente i 40dBA oltre il 50% di funzionamento, mettendosi in una posizione scomoda per un AiO della sua caratura. Per i più sensibili, in questo caso possiamo gestircela con una curva molto morbida, date le già ottime performance anche a regimi medi di funzionamento (impostabile via BIOS o FanControl).

Di seguito anche un confronto grafico del deltaT durante il test confrontate con quelle dell’A13. Come si evince, il Glacier One, seppur quasi sovrapponibile all’altro prodotto, si posiziona in un segmento leggermente superiore di performance.

Con le prossime recensioni di dissipatori, e anche paste termiche, terrò aggiornato questo confronto tra i deltaT a mo’ di storico.

Rapporto Qualità/Prezzo e Considerazioni

In questo momento è possibile trovare il Phanteks Glacier One 360M25G2 a 99.90€ da Amazon Italia, con dei picchi al ribasso sui 79.90€ nei periodi di offerta, come riporta il suo grafico Keepa. Stessa situazione per la colorazione Bianca che scende, però, da grafico Keepa, solo al max fino a 94.90€.

 

Il prezzo è premium, ma le prestazioni seguono il passo, e la particolarità della ventola per i VRM è in linea con i suoi competitor di pari fascia. Il prezzo della colorazione nera quando in offerta, invece, è davvero allettante, e potremmo ritrovarcelo anche quest’anno su quei livelli, Phanteks permettendo =)

Esteticamente poi parliamo di un AiO che si lascia guarda, con una bella griglia sulla ventola dei vrm e tubi di qualità con fermacavi inclusi. Qui possiamo vederlo all’opera in altre build su PCPP https://it.pcpartpicker.com/builds/?using=dFdMnQ

Il suo unico neo è però sicuramente rappresentato dalla sua rumorosità ad alti regimi, problema però superabile date le sue performance, che permettono di poter creare una curva di funzionamento più morbida e che non sia troppo aggressiva, cosa che andrà a limitare questo aspetto.

Perfetti anche gli ARGB, controllabili dalle solite app come SignalRGB e OpenRGB, così come anche Gigabyte Control Center, usato nel mio caso.

Pro e Contro e Conclusioni Finali

E adesso tiriamo qualche somma 👇

Pro:

  • Ottime temperature operative in full load su Zen4@105w
  • Ventola per i VRM inclusa nel Waterblock
  • Sistema di ritenzione a slitta molto comodo
  • Design generale e ventole con effetto infinity mirror
  • Supporto a tutti i socket recenti

Contro:

  • Rumoroso sopra il 50% di funzionamento (43dBA al 75% di funzionamento)
  • Lunghezza tubi probabilmente limitata per case molto grandi / full tower

Che dire, quindi? Il Phanteks Glacier One 360M25G2 si dimostra un dissipatore a liquido solido e dalle ottime prestazioni termiche, capace di domare senza affanni un’architettura calda come Zen4 e impreziosito da chicche premium come la ventola integrata per i VRM e il pratico sistema di ritenzione a slitta. Sebbene l’installazione sia leggermente condizionata dall’ingombro dei cavi proprietari Linq 6 e l’unità tenda a diventare rumorosa quando spinta oltre il 50% di funzionamento, la sua efficienza nel raffreddamento permette di aggirare in parte il problema configurando una curva di ventilazione più morbida e silenziosa; caratteristiche che, unite a un prezzo d’attacco importante quando si trova in offerta, lo rendono un bel best-buy per la sua fascia di mercato. Al prezzo regolare, si incastra tra le offerte di pari fascia e rappresenta un’alternativa, sicuramente valida per gli appassionati del brand o per chi vuole fare appunto una build simil-monomarca.

E con questo è tutto ragazzi. Parliamone nei commenti!

Spero anche quest’altro deep dive vi sia piaciuto.

Se ci sono errori particolari, fatemi sapere, così come magari consigli sull’introduzione di altri elementi nelle prossime review, e ditemi anche se sono ok i grafici e come li migliorereste eventualmente.

Questa volta infatti, come avrete notato, ho inserito anche il confronto con i prodotti recensiti in precedenza con il grafico dei rispettivi deltaT.

Ci vediamo alla prossima con altri prodotti e, possibilmente, CPU di tier più alto ancora 😊

LLAP 🖖

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